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DUE TESTIMONIANZE SUI RECENTI PELLEGRINAGGI PARROCCHIALI Parrocchia
Inviato da : redazione 21 Apr 2007
Giovani e studenti a S. Gabriele,Coppie giovani a Collevalenza

E’ IL 24 marzo : si parte alle 7:30, le previsioni meteorologiche non sono delle migliori, ma quando è don Romano che organizza, non c’è problema. Difatti, arrivati al Santuario di San Gabriele dell’ Addolorata (alle pendici del Gran Sasso) ci accoglie uno squarcio di sole.



Con la sua semplicità e maestria ecco in sintesi cosa don Romano ci ha riferito: San Gabriele, è l’undicesimo di tredici figli, nato nel marzo 1838 ad Assisi e battezzato nella stessa fonte in cui lo fu San Francesco d'Assisi, di cui gli venne imposto il nome.

Francesco, di famiglia ricca, è un ragazzo di mondo, segue le tendenze della moda, è conosciuto per la sua personalità premurosa e disinvolta, per il suo amore per il ballo, per la caccia ed il teatro. Rischia più volte la vita nelle sue spericolate spedizioni di caccia. Durante una malattia, ancora ragazzino, promette di diventare prete se fosse guarito. Guarisce per ben due volte, ma due volte procrastina il suo impegno.


Durante la processione dell'icona della Madre Addolorata, Francesco, incontra lo sguardo di Maria e capisce che la felicità non l'avrebbe trovata nel matrimonio, bensì nella vita sacerdotale.


La notte in cui il padre aveva organizzato la sua festa di fidanzamento, Francesco annuncia che vuole iniziare il suo noviziato presso i Passionisti. Il viaggio è ritardato dai parenti che, in buona fede ed istigati dal padre, cercarono di dissuaderlo in tutti i modi dall'entrare nell'ordine. Ciò nonostante, Francesco è in grado di vincere tutti i loro argomenti e di persuaderli della vera natura della sua vocazione religiosa.


Prende i voti nella comunità Passionista, assumendo il nome di Gabriele dell'Addolorata per il grande amore che ha per la Madonna Addolorata. E si impegna a diffondere la devozione per l'Addolorata e per il Crocefisso. Viene presto colpito da tubercolosi, ma mantiene tutte le sue forme abituali di mortificazione del corpo, implora di essere portato alla Messa, e conserva la sua abituale allegria, al punto che gli altri novizi desiderano passare il tempo al suo capezzale. Prima che possa venire ordinato sacerdote, Gabriele muore a soli 24 anni, nel convento di Isola del Gran Sasso stringendo al petto un'immagine della Madonna.


Benedetto XV lo proclama santo nel 1920 e lo dichiara patrono della gioventù cattolica. Giovanni XXIII nel 1959 lo proclama patrono principale d’Abruzzo.


Perché fare un pellegrinaggio nei luoghi dei Santi? L’esempio di vita di essi, ci rafforza e ci sprona a migliorare la nostra “cristianità”; a cambiare il nostro stile di vita; a fermarci un istante dalle troppe e frenetiche attività che svolgiamo, ed avere l’opportunità di riconoscere i veri valori che ci possono rendere la vita terrena armoniosa e piena d’amore.


Questi viaggi “spirituali” li raccomando a tutti, specialmente ai giovani, intanto, perché ci abbasserebbero la media dell’età (...scherzo) e principalmente per essere insieme comunità vera di fratellini e sorelline in Cristo.


Maria Letizia Aureli

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Nota: da Grazie 144, domenica 22 aprile 2007.

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