09 Set 2010 santamariadellegrazie.net
Lectio Divina in Parrocchia Parrocchia
Inviato da : redazione 04 Nov 2006
    Da circa due anni in Parrocchia, il martedì, a partire dalle ore 18.45, si tiene la “lectio divina” sul Vangelo della domenica. Gli incontri sono tenuti da Suor Maria e da Suor Margherita delle Figlie della Chiesa. Ma cos’è la “lectio divina”? Sgombriamo subito il campo da equivoci e diciamo cosa non è. La lectio non è uno studio della Bibbia, non è un corso di esegesi, né tantomeno è l’ascolto di un’omelia.

    La “lectio divina” è, secondo il Card. Martini, un esercizio di ascolto personale e di personalizzazione della parola di Dio. Fin dal medio evo la lectio divina ha preso la forma di un cammino più che di un metodo, un cammino che, in quanto tale, necessita di suoi “tempi”, scanditi da quattro momenti principali:
  • la lettura: cosa dice il testo

  • la meditazione: cosa il testo dice a me e alla mia vita

  • la preghiera: cosa la Parola mi fa dire a Dio sotto forma di preghiera e di invocazione

  • la contemplazione: attraverso la Parola letta, meditata e pregata mi concentro sul mistero di Gesù, presente in ogni pagina biblica, per adorarlo e lodarlo e gettare uno “sguardo nuovo”, ammirato e stupito, sul mondo che mi circonda.
    La Parola di Dio è viva e vitale e ci interpella ogni giorno (che ne siamo consapevoli o meno) e per questo è importante che i cristiani la conoscano e la interiorizzino sempre più, perché è la Parola l’aiuto primario per trovare risposta alle domande di tutti i giorni e per conoscere il senso ultimo della vita.

    Allora dobbiamo fare nostra l’esortazione di Papa Giovanni Paolo II che dice: “Prendiamo nelle nostre mani questo Libro (la Bibbia)! Accettiamolo dal Signore che continuamente ce lo offre tramite la sua Chiesa. Divoriamolo, perché diventi vita della nostra vita. Gustiamolo fino in fondo: ci riserverà fatiche, ma ci darà gioia perché è dolce come il miele. Saremo ricolmi di speranza e capaci di comunicarla a ogni uomo che incontriamo sul nostro cammino.”
(Giovanni Paolo II, Ecclesia in Europa, Roma 2003, n. 65).




Nota: da Grazie, 119, 29 ottobre 2006.

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