Loreto, bambini 2006: i sogni son desideri
..ma accendono la luce nel cuore

Anche questo anno è ripartito per Loreto il 33° treno della gioia dell' Unitalsi romana e laziale (dal 18 al 22 giugno) che ha visto impegnati come volontari - per la prima volta! - numerosi ragazzi dell' oratorio parrocchiale guidati dal tenace don Antonio e dal Parroco, così sensibile ai disabili.
E' un treno speciale, che porta passeggeri speciali: bambini disabili, bambini con un futuro tutto da inventare, accompagnati dai loro genitori col volto segnato dalla stanchezza e dalla sofferenza, ma anche dalla serenità della fede e della speranza.
Genitori che portano dentro la chiamata del Signore che li fa speciali. E poi ci sono i tanti tantissimi volontari: (che Dio li benedica!) perchè con loro tutto il viaggio ma anche l'intero pellegrinaggio si animano di musiche, canti e balli in maschera (quest' anno con il tema della favola di Cenerentola).
Ecco perchè «il treno della gioia»: perchè si arriva letteralmente con gioia nella piazza di Loreto, piena di decorazioni e palloncini colorati; e con gioia e gratitudine si va tutti insieme alla Santa Casa a salutare la Madre di tutti noi, Colei che in quella Casa ha detto il suo sì a Dio con semplicità e amore.

E spingendo carrozzelle e passeggini ci si prostra ai suoi piedi a lasciarsi accogliere dall'abbraccio del suo manto. Lì ognuno offre tutto a Lei, anche l'amarezza per la mancanza di accoglienza intorno nella vita di ogni giorno.
Soli, sempre soli; è difficile infatti che qualcuno li inviti a pranzo o a fare una passeggiata, mentre la diversità del disabile - che i genitori vivono sulle loro spalle - è più facile che sia fonte di critica e di isolamento.
Donare, però, non è pietismo, non è un'azione a senso unico, un far del bene, ma una costruzione di relazioni, vedere l'altro come una risorsa. In questo i giovani riescono meglio degli adulti che in un disabile vedono subito un problema, mentre un giovane vede un bambino e gioca con lui.
Anche Gesù è chiaro e per entrare in comunione con Lui ci suggerisce l'att eggiamento dei bambini: "In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio co - me un bambino, non entrerà in esso" (Marco 10,2-16).
Così a Loreto, nella sera del ballo di Cenerentola, i giovani vestiti da paggi di tutto punto

e disposti in due lunghissime file, accoglievano i bambini con le loro carrozzelle. Era la metafora degli angeli che accolgono in Paradiso i poveri di spirito, davvero commovente.
Anche Giovanni Paolo II ha definito i disabili "icone viventi del Figlio crocifisso, testimoni privilegiati di umanità... ci mostrano che la consistenza ultima dell' essere umano, al di là di ogni apparenza, è posta in Gesù Cristo.
Ora anche nella nostra parrocchia c'è questa splendida opportunità per i ragazzi dell'oratorio e per gli adulti sensibili che li seguono: di rivivere, nella realtà di tutti i giorni, l'esperienza fatta a Loreto seguendo nostra figlia Aurora. Nel catechismo, adattato alle sue capacità e perciò non didattico ma ricco di canti, di giochi e dell'affetto di tutti i bambini felici della novità.
Così Aurora con le sue limitazioni ha portato agli altri bambini una ventata di gioia nell' insegnamento del catechismo, che fa vedere nuove strade in questa così importante attività educativa.
Sarebbe bello ora potere estendere questa solidarietà anche agli altri ragazzi della parrocchia che sono meno fortunati di Aurora e magari, chissà?, forse l'anno prossimo si potrebbe andare tutti insieme dalla Madonna di Loreto.