Quando mi è stato detto che l'Icona della Madonna delle Grazie, durante la processione nel giorno della festa il 31 maggio 2009, avrebbe fatto visita a mio padre, che quasi non si muove più, nel cuore mi è nata una grande gioia ed un'immensa gratitudine: quale onore (così si è espressa anche mia madre vedendo entrare l'Icona in casa)
! Provo ad esprimere cosa voglia dire: viene a trovarti l'effige a cui si sono rivolte per secoli migliaia di persone e a cui si rivolgono anche oggi imploranti ed ottengono grazia. Quell'icona esprime la fede di un popolo e la grazia di Dio che accompagna la vita dell'uomo, esprime l'amore buono di una Madre "che qual vuol grazia ed a te non ricorre, sua disianza vuol volar sanz'ali" (Dante, Paradiso XXXIII).
Mia madre ha preparato al meglio i davanzali delle finestre della casa, in segno di festa e letizia, ma mentre si avvicinava la processione con l'icona il gesto più naturale è stato quello di spalancare il portone, la porta di casa come segno di grande accoglienza, per preparare visibilmente anche il cuore, sicura che quella visita donata a mio padre, fosse compagnia e conforto ad un uomo che ha camminato tanto, ha donato tanto, fosse una grande grazia (che come ogni grazia) entra inaspettata e diretta nel cuore dell'uomo.
Quella dolce icona appena don Romano l'ha avvicinata a mio padre, ha illuminato il suo volto, ha suscitato in lui l'esclamazione di meraviglia e la preghiera che spontaneamente è uscita dal suo cuore.
Che questo incontro e questa compagnia possa essere per sempre e per tutti!
Caterina Calabrò