Con mia grande gioia, domenica 15 marzo presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, abbiamo vissuto un ritiro di Quaresima con i gruppi di Cresima e postcresima della nostra parrocchia. Appena arrivati, dopo qualche notizia storica e artistica siamo andati a venerare la protettrice e patrona di tutti i seminaristi ed ex alunni: Maria Santissima Madre della Fiducia.
Si trova in una piccola cappella a lei dedicata e che è il cuore del seminario. Questa immagine della Madonna venerata con il titolo di Madre della Fiducia è presente nel seminario fin dalle sue origini. Ci siamo poi recati nella cappella maggiore, nella quale abbiamo celebrato le lodi, presiedute da don Antonio.
La cappella maggiore, voluta dal Beato Giovanni XXIII, nostro ex alunno, occupa la parte centrale del seminario; è semplice e sobria, con al centro del presbiterio una copia dell'immagine della Fiducia, sotto la quale si trova la giaculatoria "Mater Mea, Fiducia Mea!".
Come la prima comunità cristiana si stringeva attorno a Maria e rinnovava il sacrificio eucaristico, così la comunità del seminario si ritrova quotidianamente per la Santa Messa alle 6,45 e per l'adorazione Eucaristica alle 19,00. Da questa cappella sono passati centinaia di seminaristi, che sono diventati sacerdoti ed hanno servito e servono ancora oggi la Chiesa Universale e in particolare quella di Roma.
Alle 10,15 abbiamo introdotto i quattro momenti del ritiro. Il primo momento vedeva come tematica centrale il DESERTO: "lo spirito sospinse Gesù nel deserto e vi rimase quaranta giorni". Questo versetto richiama fortemente al cammino di Quaresima che ogni cristiano deve percorrere, incominciando dal Mercoledì delle Ceneri, un percorso fatto di tentazioni e conversioni, che si deve affrontare con le armi della Preghiera, dell'Elemosina e del Digiuno. La tematica del secondo momento era la TRASFIGURAZIONE: "Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro...". I frutti di questo secondo momento sono stati la Rivelazione e il Mistero. Il terzo momento aveva come argomento principale il RINNOVAMENTO: "In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio". Come il sacerdote aggiunge nel calice le poche gocce d'acqua, che rappresentano l'umanità, che si unisce al vino, che diventerà il sangue di Cristo, così Gesù con la sua venuta ha rinnovato la nostra umanità facendola diventare un unico corpo che è la Chiesa. Il quarto momento vede come protagonista la SPERANZA: "nella speranza siete stati salvati", così come dice San Paolo nella lettera ai Romani.
Portando nel nostro cuore la Speranza della Redenzione, noi affrontiamo il presente, anche se faticoso, ed esso può essere vissuto e accettato solo tenendo presente la meta per la quale stiamo camminando: la Vita Eterna. Il fondamento della nostra speranza è la fede, che a sua volta si fonda sulla testimonianza storica della Chiesa, il cui fondamento sono gli Apostoli con a capo Pietro. Dopo aver vissuto questi quattro momenti, siamo ritornati in cappella maggiore per la celebrazione della Santa Messa presieduta da don Antonio. Poi pranzo al sacco e un po' di gioco tutti insieme. Alle 14,45 siamo andati a visitare il Battistero di S. Giovanni, il primo dell'Occidente latino, risalente al III secolo d.C. Conclusa la visita abbiamo celebrato la liturgia penitenziale, insieme a don Antonio, don Dario Gervasi, vicerettore del seminario e da due miei amici don Raffaele Zaffino e don Jean Theodate. I 65 ragazzi, felici e ancora carichi di energia, hanno giocato per un'altra mezzora. Alle 17,30 abbiamo concluso con una breve visita nella Arcibasilica Lateranense, Cattedrale del Romano Pontefice e Madre di tutte le Chiese di Roma e del mondo cristiano. Dedicata anticamente al Cristo Salvatore, fu fatta costruire dall'imperatore Costantino subito dopo l'editto di Milano (313), che riconobbe la libertà di professare il Cristianesimo.
seminarista Rocco Suppa