10 Set 2010 santamariadellegrazie.net
I SEGNI DELLA QUARESIMA Catechesi Adulti
Inviato da : vfv 28 Feb 2009

Cari amici,

ci siamo da pochi giorni inoltrati in una nuova stagione liturgica: la Quaresima. E lo abbiamo fatto solennemente ricevendo, mercoledì scorso, l'austero segno delle ceneri. Esse ci hanno ricordato la finitezza e la caducità della condizione umana,



riportandoci al ricordo della terra da cui siamo stati tratti. Con questo gesto il nostro niente si è elevato fino al tutto di Dio in un desiderio di conversione e di riconciliazione. Abbiamo sentito infatti, le parole che ci sono state rivolte dal sacerdote: "Convertitevi e credete al Vangelo".

Ecco che cosa ci aspetta nei prossimi quaranta giorni: un movimento di ritorno, di conversione che presuppone un cambiamento, un "cambiare rotta". L'apostolo Paolo ci esorta nei suoi scritti, a rinnovarci nella mentalità per poter discernere ciò che è giusto, santo e gradito a Dio: in altre parole ci esorta a nutrirci della volontà di Dio mettendola al centro delle nostre scelte quotidiane. Non è affatto semplice se non cambiano gli scenari della nostra vita, se non diamo alle nostre giornate un colore diverso, un sapore diverso, uno stile diverso...

La Chiesa, che è Madre e Maestra di vita spirituale, esprime tale realtà interiore dei suoi figli con "un modo tutto suo" che è il linguaggio dei segni. Lo fa semplicemente perché i misteri dell'amore di Dio sono indicibili solo con le parole. Potreste dire la sofferenza, la gioia, la tristezza, solo con le parole? Tutti sappiamo bene che una rosa o un bacio parlano più di mille frasi d'amore!

Se in questi giorni vi recherete in chiesa, vedrete in un colpo d'occhio l'assenza di fiori, l'ambiente completamente spoglio. Non è un caso. E' "il modo tutto suo" della Chiesa nostra Madre di indicarci Gesù nel deserto, la sua spoliazione, il vuoto interiore che dovrà sopportare nel cammino verso Gerusalemme, l'abbandono degli amici più cari...niente fiori, dunque. 

Se poi deciderete di partecipare alla S. Messa, altro colpo d'occhio: le vesti liturgiche del sacerdote non sono più verdi, ma viola. Il viola ha un significato specificatamente penitenziale ma attenzione: ciò non significa tristezza. Proprio per questo motivo la Chiesa non usa più il colore nero, come in antico, per non far pensare esclusivamente alla morte ...c'è anche la speranza della resurrezione che cresce di domenica in domenica fino alla Pasqua, quando comparirà il bianco.

Mentre il rito continua il suo corso, ci rendiamo conto che i coristi non intonano il canto del Gloria. Si saranno forse distratti? Niente affatto! La voce della Chiesa è troppo "sommessa" in questi quaranta giorni e tace tale esplosione di gioia: la custodirà con impaziente amore fino a Pasqua.

Altro cambiamento: l'Alleluia al Vangelo diventa un'acclamazione a Cristo Signore. Cosa succede ancora? Fissiamo lo sguardo su Gesù, ci dice la Chiesa, Lui, il Signore della gloria perché umile servo del Padre. Di fronte al suo "trono di misericordia" segnato dal sangue della Croce, l'Alleluia, espressione di lode e di esultanza massima, si fa più pacata, scompare....ritornerà trionfante nella grande Veglia di Pasqua.

E il suono dell'organo? Continua fedelmente a fare il suo servizio, accompagna i canti ma sta ben attento, quando le voci dei cantori tacciono, a tacere anche lui.

Insomma....ssstt ! Stiamo in silenzio davanti al Signore, lasciamo tacere le nostre passioni confidando in Lui, nell'azione del Suo Spirito che tutto trasforma e ricrea. Aspettiamo con impaziente amore la primavera pasquale...che sia davvero primavera anche nei nostri cuori!

Sr. Mara Russo E. F.

 



Nota: Da Grazie n. 215, 1 marzo 2009.

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